Governance, Risk & Compliance (GRC): non è solo un insieme di controlli o strumenti software, ma il sistema che governa processi, decisioni e responsabilità all’interno di un’organizzazione. Per questo motivo la GRC deve evolvere da funzione di controllo a infrastruttura operativa continua, integrata nei processi aziendali.
Governance, Risk & Compliance sono ormai diventati un temi centrali per le organizzazioni. Non solo per effetto di un quadro normativo sempre più articolato, ma anche per la crescente attenzione ai rischi operativi, alla trasparenza e alla capacità di reagire a contesti complessi e in continua evoluzione.
Eppure, osservando il funzionamento reale delle organizzazioni, emerge una contraddizione evidente: la GRC viene spesso trattata come un sistema separato, utile in fase di audit ma lontano dall’operatività quotidiana. Un “apparato esterno” che controlla, ma non governa realmente il lavoro.
Il problema – ovviamente – non è la GRC in sé, bensì l’approccio con cui viene implementata: solido nei modelli teorici, ma debole quando deve incidere sui processi reali.
La distanza tra controllo e operatività
I software GRC tradizionali sono nati con una missione chiara: garantire il controllo. Registri dei rischi, repository di policy e strumenti di reportistica sono componenti indispensabili, ma pongono una domanda cruciale: dove avviene davvero la GRC nel lavoro di tutti i giorni?
La risposta è semplice quanto scomoda. La GRC prende forma nei processi operativi, nelle decisioni distribuite tra più ruoli, nelle eccezioni gestite via email, nei fogli Excel che supportano attività ripetitive e nei continui passaggi di mano difficili da tracciare. È qui che si determinano governance, rischio e compliance. Ed è proprio qui che i sistemi GRC tradizionali faticano a intervenire, perché non sono stati progettati per accompagnare l’operatività.
Un cambio di prospettiva necessario
Quando la governance resta confinata a policy e procedure statiche, il rischio è che rimanga sulla carta. Un approccio process-driven consente invece di trasformare le regole in meccanismi operativi, rendendole parte integrante del lavoro quotidiano. Su Jamio openwork, le policy diventano processi eseguibili: dalla redazione all’approvazione, dalla pubblicazione all’applicazione nei processi collegati, fino al tracciamento delle versioni.
Lo stesso vale per il risk management. Un registro dei rischi è utile, ma resta astratto se non è collegato ai punti in cui i rischi si manifestano realmente. Integrare la GRC nei processi permette di attivare controlli, escalation e azioni correttive in modo automatico e contestuale, trasformando la gestione del rischio in una capacità diffusa e continua dell’organizzazione.
Anche la compliance può evolvere. Per normative complesse come GDPR, Modello 231 o standard ISO, la conformità non deve essere una verifica periodica ex-post. Può essere progettata direttamente nei processi, traducendo gli obblighi normativi in attività operative guidate, con produzione automatica delle evidenze e audit trail sempre disponibili. È il principio della compliance by design: invisibile per chi lavora, solida per chi controlla.
Dal controllo ex-post al controllo continuo
Questo approccio segna un vero ribaltamento del modello di controllo. Il limite principale dei controlli tradizionali è l’intervento a posteriori, quando l’errore è già avvenuto. Un modello basato sui processi abilita invece controlli preventivi e contestuali, una segregazione dei compiti nativa e una tracciabilità automatica delle attività. Il controllo non è più un’attività aggiuntiva, ma diventa parte integrante del processo stesso.
Perché i software GRC tradizionali non bastano
I limiti delle soluzioni GRC classiche emergono chiaramente: separazione dall’operatività, progettazione orientata agli auditor più che agli utenti e rigidità nel rispondere a cambiamenti normativi o organizzativi. Jamio openwork supera questi limiti non aggiungendo un ulteriore “modulo GRC”, ma mettendo a disposizione una piattaforma no-code, orientata ai processi e adattiva per natura, capace di evolvere insieme all’organizzazione.
Conclusione: una GRC che abilita, non che frena
Le organizzazioni moderne devono essere compliant, resilienti e veloci. Per riuscirci, la GRC non può più essere percepita come un freno, ma deve diventare un fattore abilitante. Il vero salto di paradigma è passare da una GRC di controllo a una GRC che supporta il lavoro quotidiano, eliminando attività ridondanti e raccolte ex-post delle evidenze.
Con Jamio openwork questo modello diventa concreto, aprendo la strada a una delle evoluzioni più rilevanti nel governo delle organizzazioni: trasformare la compliance da peso burocratico a valore aggiunto.