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MAGAZINE N.14 – “La gente non vuole un trapano, vuole un buco nel muro.” (P.Kotler)

Cosa agevola una valida software selection

 Un prodotto ha valore in base alla sua capacità di contribuire a risolvere i problemi dell’acquirente. Questa massima universale vale nel B2C, per i prodotti di largo consumo, ma ancor più quando si parla di una delle più sofferte scelte aziendali: l’acquisto di software.

Il bisogno che muove la ricerca di un nuovo software, spinge solitamente il Manager IT o chiunque sia incaricato di fare scouting, a cercare un applicativo già pronto, pre-confezionato, modulare. E già qui il panorama è ampio e confuso. Si cerca il trapano che abbia orientativamente le punte adatte a perforare un buco simile alle necessità aziendali.

Se per necessità di tipo verticale, legate ad una specifica funzione aziendale (amministrazione, commerciale, logistica, ecc.), ormai “codificata”, è più facile affidarsi ad un software commerciale, con features generaliste e sfruttabili in contesti diversi, per la gestione di processi organizzativi o di operatività trasversali non è comodo adattarsi ad un prodotto off-the-shelf.

 

Da off-the shelf a custom

Occorre, in casi come questi, spostare lo scouting da un software ready to go ad uno personalizzato, che comporta la progettazione, lo sviluppo ed il rilascio su misura per le esigenze di una singola entità. L’utilizzo di un prodotto “finito” è una possibilità da escludere proprio per le caratteristiche del buco da perforare, perché scendere a compromessi con le funzionalità del software a scaffale significa adattare “il proprio business” all’applicativo; sarebbe come costringere un organizzazione, comprimendola, a passare da un buco troppo stretto.

 

Requisiti Business = Features della soluzione?

La personalizzazione richiede in primis di tradurre le richieste organizzative specifiche in features IT, passando da un linguaggio business ad uno tecnico: come in ogni traduzione, il misunderstanding è dietro l’angolo, ed il mandato aziendale potrebbe non corrispondere al risultato finale.

Con un software che non esiste ancora, come è possibile verificare che in effetti sia rispondente al bisogno espresso? Se il software va realizzato, come si può validare a monte la corrispondenza tra le features della soluzione prodotta ad hoc e i requirements espressi nella descrizione del bisogno?

Idealmente non è possibile, o meglio, non è possibile se valutiamo i software a sviluppo tradizionale, in cui il codice la fa da padrone, i tempi di sviluppo sono lunghi, i risultati si vedono ad applicativo terminato, le modifiche comportano grandi manomissioni, il linguaggio è distante dal linguaggio del business. L’azienda che richiede lo sviluppo di una soluzione personalizzata ha l’obbligo, più economico che morale, di conoscere i propri requirements alla perfezione eseguendo un’analisi accuratissima, perché il risultato finale non sia vano e ancor più estremamente dispendioso.

 

Modellazione a zero codice. Perché sì?

Quando allora è possibile valutare se un applicativo custom sia in effetti il best fit, il trapano ad hoc per il nostro buco? La risposta la troviamo nell’innovazione tecnologica e metodologica della progettazione IT custom: le piattaforme di modellazione software che non utilizzano codice di programmazione (zero code). Perché questo approccio dovrebbe quindi essere vincente?

La modellazione su piattaforma zero code ha alcuni innegabili vantaggi:

  • Non utilizzando codice di programmazione, permette di verificare a monte la corrispondenza tra richiesta del business e traduzione nel software;
  • I tempi di realizzazione si riducono a pochi giorni per il primo nucleo di soluzione;
  • Lo sviluppo della soluzione è graduale e scalabile, permettendo così cambi di rotta, revisioni, ampliamenti in corsa;
  • Lo sviluppo è sostenibile, perché è difficile che il risultato finale non corrisponda alla richiesta iniziale;
  • Lo sviluppo graduale su piattaforma permette di verificare man mano che realizzo la soluzione se l’idea che ho in mente ha effettivamente un senso.

 

Into the black box: il Try&Buy

Resta comunque un dubbio irrisolto, seppure si opti per “acceleratori” come le piattaforme Zero code per costruire “il software che vogliamo”, dovremo sempre prima affidarci a check list, griglie di valutazione, ecc, prima di comprare “il trapano” più adatto a noi, per poi, dopo averlo usato, verificare appieno, certamente in tempi più rapidi, che il buco sia quello che cercavamo. Si tratta dunque e sempre di un atto di “fede” che spesso ostacola l’acquisto.

In questo panorama uno strumento molto efficace per saltare l’ostacolo dell’acquisto a scatola chiusa è il Try&Buy, ovvero la possibilità per il cliente di testare, per un periodo limitato, una soluzione già disponibile su piattaforma, in modo da verificarne le prestazioni, o anche di implementare una versione molto semplificata della soluzione desiderata, per valutarne l’esattezza, la rapidità di sviluppo, la facilità di utilizzo e tutte quelle variabili rilevanti e funzionali all’acquisto.

Inoltre, una formula presidiata di Try&Buy permette anche di valutare un aspetto molto rilevante nell’acquisto di un software: la relazione con il vendor di tecnologia. Per quanto complessa possa essere una vendita, nel tempo di una demo di prodotto o di illustrazione delle caratteristiche della soluzione è difficile testare anche la disponibilità dell’azienda che vende. Una formula presidiata garantisce, nell’arco di tempo in cui si sviluppa il Try&Buy, di verificare la disponibilità del fornitore, la semplicità di interlocuzione, ecc.

Questa formula, in conclusione, permette al cliente di risolvere i propri dubbi e rispondere alle mille domande che nascono nel momento in cui si deve scegliere il software migliore per le esigenze aziendali, garantendo efficacia economica ed organizzativa e restituendo al prodotto valore, perché capace di contribuire a risolvere i problemi dell’acquirente sin dalla fase di acquisto.

Tale filosofia di vendita e cura del cliente fin dalla fase pre-sales è stata sposata da alcuni player di mercato internazionali, così come da openwork, che, offre la possibilità del Try&buy per la sua piattaforma di sviluppo Jamio openwork.

Vuoi provare anche tu la piattaforma Zero-Code Jamio?

 


Editoriale a cura di:
Rita Genchi – Marketing & Sales Specialist


 

 

UN NUOVO APPROCCIO ALLE COMUNICAZIONI AZIENDALI AL CENTRO DELLA RELEASE 4 DI JAMIO

 

Il tema delle comunicazioni aziendali ricopre un ruolo cardine in ottica di ottimizzazione dei processi di business. Sono quasi all’ordine del giorno, infatti, problematiche aziendali come:
– perdita di comunicazioni importanti
– mancata assegnazione delle stesse
– protezione dei dati sensibili
– mancato monitoraggio del recapito delle comunicazioni
– obbligo di conservazione digitale a norma di legge delle comunicazioni PEC
– invii massivi
etc

In tal contesto i vincoli tecnologici giocano un ruolo a sfavore che alimentano complessità e problematiche di business, sottoponendo le organizzazioni, e in particolare i responsabili IT, a rischi legali non indifferenti, specie se si parla di comunicazioni a mezzo PEC/raccomandata.

Message Hub
È proprio su questa tematica che si incentra la nuova Release di Jamio Marimba 4.5.
Col nuovo Message Hub sarà possibile infatti centralizzare e governare i processi  di comunicazione in modo ancor più semplice ed efficace. L’approccio multi destinatario e multi canale permette di effettuare invii massivi a più destinatari tramite tutti i mezzi di comunicazione: PEC, email, corriere, posta tradizionale, postalizzazione, messaggistica etc. Il tutto disponibile e monitorabile su un’unica soluzione.

Jamio è Goal Oriented
Con Jamio è possibile infatti monitorare la trasmissione dei messaggi e intraprendere in automatico azioni correttive se l’obiettivo non viene raggiunto correttamente e nei tempi previsti. Come ad esempio l’invio di una raccomandata sostitutiva nel caso in cui una PEC non raggiunge il mittente entro una determinata data.

JamioPlug Message
Tramite il nuovo Jamioplug Message sarà più semplice, per i progettisti, la configurazione e la gestione dei protocolli di trasmissione. Il primo Plug Message riguarda il protocollo PEC e sarà a breve arricchito di nuovi canali di trasmissione.

Vuoi conoscere tutti i dettagli della nuova Release?

 

 


 

Le nuove frontiere dell’IT in Puglia – International Business Forum

Si terrà il 7 ed 8 Novembre presso il Grand Hotel Masseria Santa Lucia di Ostuni  il forum di rilevanza internazionale “Le nuove frontiere dell’IT in Puglia”.
L’evento, promosso dalla Regione Puglia in collaborazione con il Distretto Produttivo dell’informatica Pugliese, Puglia Sviluppo ed Innovapuglia, si pone l’obiettivo di esplorare l’evoluzione delle tecnologie digitali con particolare attenzione sulle soluzioni per la sicurezza informatica, tema sul quale la Puglia gioca un ruolo importante.

La Puglia infatti, grazie ad un comparto dell’information technology all’avanguardia, è in grado di offrire servizi IT sempre più innovativi diventando terreno fertile per nuovi e sfidanti progetti di ricerca e innovazione orientati soprattutto al tema della sicurezza.
Con queste premesse il Forum intende valorizzare le conoscenze e le competenze pugliesi utili per la sicurezza in rete, la sicurezza applicativa e organizzativa, e di farlo mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie emergenti come le piattaforme abilitanti, l’intelligenza artificiale e IoT.

Anche Openwork sarà presente all’evento portando il suo contributo al tema della sicurezza informatica e alle tecnologie digitali innovative.
La partecipazione al Forum è gratuita previa registrazione al seguente link nella sezione NOTIZIE.

 


 

UN MINUTO PER SPIEGARTI COME PUÒ CAMBIARE IL TUO LAVORO CON JAMIO

In un mercato in continua evoluzione è necessario che le tecnologie seguano le tue esigenze.
Ecco il video di Jamio.

 


 

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