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Jamio ouverture 6.0
Jamio ouverture 6.0

Perchè Ouverture?

4 agosto 2026

Perchè la scelta di Ouverture

 

In occasione del decimo anno di presenza sul mercato di Jamio vogliamo fare un breve excursus sul nome del prodotto e sui nomi delle varie release.

Il nome Jamio unisce due mondi: quello della musica e quello dell’informatica. Jam nasce dalla Jam Session: musicisti diversi improvvisano insieme, mantenendo la propria identità ma creando un’unica esecuzione; io richiama invece il linguaggio dell’informatica, evocando il concetto di Input/Output: lo scambio continuo di informazioni tra persone, applicazioni e sistemi, alla base di ogni processo digitale. La Jam Session è l’espressione più spontanea e collaborativa della musica. Durante una Jam Session ogni musicista mantiene la propria identità, il proprio linguaggio e il proprio tempo, ma contribuisce a un’esecuzione collettiva in cui il valore nasce dall’armonia, non dall’uniformità. È la stessa idea che, fin dall’origine, ha ispirato Jamio openwork: mettere in relazione persone, processi, dati, documenti e sistemi diversi, permettendo loro di operare come un unico organismo senza perdere la propria autonomia.

Da questa doppia ispirazione – la collaborazione della Jam Session e la connessione tra sistemi – nasce Jamio openwork. Ed è sempre dalla stessa metafora musicale che, negli anni, hanno preso forma i nomi delle principali release della piattaforma. Non si è mai trattato di un semplice nome attribuito casualmente: ogni scelta ha raccontato il momento evolutivo della piattaforma e il modo in cui interpretavamo il mercato in quel preciso periodo storico.

A dicembre 2015 nasce Flute. Il flauto è lo strumento più essenziale: rappresenta il primo suono, l’inizio del percorso. Pochi mesi dopo arriva Sax. Il prodotto trova una propria voce e prende forma il posizionamento nel Business Process Management. Nel 2018 Marimba accompagna la crescita funzionale della piattaforma: un suono ricco, composto da molte note che convivono armonicamente. Nel 2020 è la volta di Harp, simbolo del parallelismo e della maturità raggiunta nella stagione del no-code e del citizen development.

Nel 2022 arriva Mixer. È il primo cambio di prospettiva: non più uno strumento musicale, ma ciò che permette agli strumenti di suonare insieme. Mixer introduce il concetto di orchestrazione che oggi è diventato centrale nell’evoluzione delle organizzazioni.

I quattro anni di Mixer sono stati anni di lavoro sotto la superficie. Mentre il mercato iniziava a parlare di AI, Jamio costruiva le fondamenta per governare un’organizzazione sempre più distribuita, automatizzata e interconnessa. Oggi quel lavoro emerge e nasce Ouverture.

Nell’opera, l’ouverture è il brano che apre la rappresentazione. Non introduce un singolo strumento, ma l’intera orchestra. È già musica compiuta e, allo stesso tempo, anticipa i temi che verranno sviluppati nell’opera e chi ascolta sa, dopo l’ouverture, dove sta andando.

È esattamente ciò che rappresenta Jamio 6.0. Non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. Una release già pienamente operativa, che introduce funzionalità immediatamente disponibili per i progettisti e, allo stesso tempo, rende visibile la direzione strategica che guiderà l’evoluzione della piattaforma nei prossimi anni.

Dopo aver costruito gli strumenti e aver imparato a orchestrarli, Jamio è pronta ad aprire una nuova rappresentazione: quella in cui persone, processi, dati, sistemi e AI Agent operano come un’unica workforce governata.

Con questa release prende forma una nuova visione della One Workforce Platform, in cui persone, agenti AI e sistemi collaborano in modo sempre più integrato. Jamio On Stage NEXT rappresenta il primo passo di questo percorso evolutivo, che continuerà nelle prossime release con nuove funzionalità e nuove esperienze d’uso.

Grazie per essere a bordo.